La mente che non smette di pensare: IL RIMUGINIO
- veronicagriguoli
- 20 lug 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Tutti noi parliamo con noi stessi, instaurando un vero dialogo interno che è fortemente radicato tanto da poter farci sentire insicuri.
Il pensare e ripensare è un’esperienza normale nell’essere umano. Quando però il pensiero diventa ripetitivo e ricorrente e abbiamo la sensazione che sia incontrollabile ci troviamo di fronte ad un campanello d’allarme, che chiamiamo RIMUGINIO.
Il rimuginio è un’attività mentale che comporta il continuare a ragionare in modo ripetitivo su certi pensieri negativi, siano essi ipotesi sul futuro o giudizi negativi sul sé e sugli altri. Il rimuginio richiede quindi la capacità di manipolare le informazioni sottoforma si concetti, idee, pensieri rappresentazioni simboliche e astratte; quindi, per rimuginare è necessario saper regolare le operazioni mentali in un certo modo. Questa cosa spiega perché alcuni tipi di disturbo neurologico o lesioni cerebrali blocchino questo processo. Il rimuginio ha inoltre un’altra caratteristica, infatti l’insieme di strumenti attivati nel suo processo determinano la regolazione cognitiva, ovvero la capacità di regolare i propri processi mentali. Il rimuginio imprigiona la nostra attenzione. Ci chiude nella nostra mente. Ci isola nei pensieri e ci tiene lontano da ciò che ci circonda. Ci assorbe e mantiene rilevanti per noi informazioni e contenuti spiacevoli. Il rimuginio impedisce di dimenticare. Il rimuginio impedisce di andare oltre un brutto pensiero o una sensazione spiacevole, perché quando si inizia a rimuginare è difficile smettere.
Infatti, se il ripensare ovvero pensare il pensiero è un’esperienza normale, la persona che rimugina dedica la maggior parte delle sue energie e del suo tempo a questa pratica nel tentativo di prevedere eventi negativi futuri.
“Il rimuginatore è un ricercatore senza speranza che troverà l’illuminazione solo quando smetterà la sua ricerca mentale”.
Ma perché lo facciamo?
Una delle motivazioni principali alla base del rimuginio è la credenza che pensare molto a un problema è il modo principale per risolverlo. Rimuginare sulle cose ci da anche l’illusione di avere un controllo su di esse e di fare qualcosa per risolverle. in realtà non è così. L’unica cosa che è stata realmente prodotta è la preoccupazione (e il conseguente aumento dell’ansia) riguardo una o più circostanze. Coloro che rimuginano sono inclini al sentirsi poco capaci di poter controllare gli eventi incerti, per questo utilizzano il rimuginio come strumento mentale per anticipare e controllare il possibile verificarsi di un evento futuro temuto. Ma seguire troppo meccanicamente questa indicazione può tradursi in diverse ore di analisi di una situazione. Si pensa che vagliare in modo completo tutti gli aspetti sia l’unico metodo per venirne a capo. Ogni altra strategia scompare, sovrastata dal volume di questo invadente stile di pensiero. Il non verificarsi delle conseguenze temute determina, ovviamente, il rinforzo di tale processo di pensiero. Questo ci porta inevitabilmente a riconoscere nel rimuginio una caratteristica cardine dell’ansia generalizzata. Un disturbo caratterizzato da stress e preoccupazione pervasiva quasi costante potremmo dire. Le preoccupazioni possono essere accompagnate da: irrequietezza, affaticamento, difficoltà di concentrazione e memoria, irritabilità, difficoltà nel sonno, tensione muscolare o altri disturbi somatici (es: nausea, diarrea, emicrania, sudorazione ecc…). Il rimuginio è un elemento centrale del disturbo.
Un’altra caratteristica di questo disturbo sono le strategie di controllo del pensiero (es: tentativo di distrarsi e di non pensare) e la ricerca di rassicurazioni. Questi tentativi di controllo spesso sono controproducenti nel lungo termine e non modificano il modo in cui funziona e si mantiene il malessere emotivo del paziente con Disturbo d’Ansia Generalizzato.

Cosa fare per non cadere nel vortice dei pensieri, alcuni consigli utili:
consapevolezza!
aumentare la fiducia nelle nostre capacità.
decentrarsi dal flusso dei pensieri.
stabilire dei tempi precisi e definiti durante la giornata (max 15 min)e poi anche proviamo a dirci STOP!
accettiamo l'ansia come amica seppur un po' troppo zelante e loquace.
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